Educazione 0-6: emanato qualche settimana fa il Decreto attuativo della Buona Scuola. Cosa cambia?

Il 14 gennaio 2017, rischiando seriamente di non rientrare nei tempi prestabiliti, il Consiglio dei Ministri ha varato otto dei nove decreti legislativi di attuazione della legge “Buona Scuola”. Dell’ambizioso progetto che doveva unificare in un unico comparto educativo gli asili nido e le scuole per l’infanzia – due settori fortemente diversificati per estensione quantitativa, normative, enti di gestione – non resta granché. Come si vede dal testo del Decreto legislativo 380, emanato qualche settimana fa  e attualmente all’esame delle Commissioni parlamentari. Il progetto, del resto, era stato già pesantemente azzoppato dal rifiuto del MEF dei sostanziosi finanziamenti necessari ad assicurare uno sviluppo territorialmente omogeneo degli asili nido; e poi anche dalla pronuncia di incostituzionalità di quanto previsto dalla legge 107/2015 in ordine alla definizione da parte del MIUR degli standard dei servizi educativi e delle scuole per l’infanzia. Che, secondo l’opinabile parere della Corte Costituzionale, sarebbe materia di  competenza delle Regioni.

I punti essenziali del Decreto :

  • Nel sistema “integrato” 0-6 restano ben distinti i due diversi segmenti :
  1. Servizi educativi per l’infanzia : nidi e micronidi da 3 a 36 mesi di età; servizi integrativi come spazi-gioco, centri per bambini e famiglie, servizi educativi in contesto domiciliare ; sezioni primavera da 24 a 36 mesi aggregati alle scuole per l’infanzia o inseriti in Poli per l’infanzia
  2. Scuole per l’infanzia, statali e paritarie

Vivono, ancora, dunque, le consuete distinzioni tra servizi educativi gestiti in modo diretto o indiretto dai Comuni ; e scuole per l’infanzia, statali, comunali, paritarie ( con le comunali che, pur pubbliche, sono considerate “paritarie” come le private ). Ci sono poi le sezioni primavera che possono essere gestite anche dallo Stato.

  • Si istituiscono i Poli per l’infanzia, che accolgono più strutture dedicate ai bambini da 0 a 6 anni in un unico contesto o in contesti prossimi ( anche presso gli istituti comprensivi statali )
  • Si dà vita a un piano d’azione nazionale pluriennale con l’intento di raggiungere almeno il 33% medio di copertura della domanda sotto i 3 anni e di generalizzare la scuola per l’infanzia ( tasso di partecipazione attuale dei bambini dai 3 ai 6 anni : 92% ; 24,9% dei bambini di origine straniera ). Ne fa parte l’obbligo per le educatrici dei servizi per l’infanzia della laurea triennale in Scienze dell’Educazione o della quinquennale a ciclo unico di Scienze della formazione primaria ( solo dal 2019-29, e rimanendo validi i titoli in vigore se conseguiti entro la data di emanazione del Decreto ). Si prevede un coordinamento pedagogico territoriale.
  • Sarà definita in Conferenza Unificata Stato-Regioni-EELL la soglia massima della partecipazione economica delle famiglie ai servizi educativi per l’infanzia ( non è stato superato, infatti, come prevedeva la legge 107 per i nidi, il regime del “servizio a domanda individuale”, e resta in tutta la sua gravità il problema di nidi comunali e convenzionati che in alcune realtà impongono tariffe altissime, spesso insostenibili )
  • E’ istituito presso il MIUR un Fondo Nazionale per l’integrazione di educazione e istruzione : 209 milioni per il 2017, 224 per il 2018, 239  a decorrere dal 2019 destinato a :
  1. Finanziare l’edilizia ( costruzioni, ristrutturazioni, riqualificazioni, risparmio energetico )
  2. Supportare le spese di gestione
  3. Finanziare la formazione in servizio del personale

Si tratta di un investimento a dir poco modesto rispetto a aree regionali in cui il tasso di copertura della domanda di nidi non arriva al 5%.

Finalmente, dopo l’incomprensibile esclusione delle scuole per l’infanzia da parte della legge 107, sarà assegnata alla scuola per l’infanzia statale una parte delle risorse professionali relative all’organico cosidetto di “potenziamento “ ( sono ancora numerose, in alcune aree soprattutto meridionali, le scuole per l’infanzia statali con orario solo antimeridiano ).

  • Viene istituita presso il MIUR l’immancabile Commissione Nazionale col compito di proporre al Ministro le Linee Guida per il sistema integrato
  • La distribuzione delle competenze istituzionali replica l’esistente:
  1. lo Stato coordina l'”equa estensione territoriale” dei servizi, emana Linee Guida, promuove formazione del personale, attiva monitoraggi d’intesa con le Regioni
  2. le Regioni programmano lo sviluppo dei servizi e promuovono il coordinamento pedagogico
  3. gli EELL gestiscono i propri servizi educativi e le proprie scuole per l’infanzia ; accreditano i servizi privati ; promuovono la formazione del proprio personale.

In estrema sintesi, la sola novità è l’obbligo di laurea per il personale dei servizi educativi, ma senza alcuna individuazione degli ingredienti professionali specifici , e senza alcuna unitarietà funzionale tra personale dei servizi educativi e scuole per l’infanzia.

Vi rimandiamo infine al testo del decreto a cui potrete accedere cliccando sul seguente link: Decreto legislativo 380.

I vostri pensieri sono preziosi per noi: lasciate un commento qui sotto, diteci la vostra!

 

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