Possiamo permetterci lo standard europeo per l’offerta di asili nido?

Possono l’aumento dei posti nido a tempo pieno e l’estensione dell’orario di presa in carico aumentare il tasso di occupazione nel settore scolastico? È possibile rientrare nei costi della manovra? Dopo quanto tempo e in che percentuale?
Possiamo permetterci lo standard europeo per l’offerta di asili nido?

Lo studio di Francesca Bettio e Elena Gentili “Asili nido e sostenibilità finanziaria: una simulazione per l’Italia” condotto in Italia e commissionato da Fondazione Giacomo Brodolini presenta un’analisi della sostenibilità finanziaria di un aumento della fornitura di servizi per l’infanzia fino al raggiungimento dei target stabiliti nel summit di Barcellona e un prolungamento dell’orario di presa in carico fino a 40 ore settimanali. I risultati sono piuttosto confortanti.

Gli scenari delineati sono tre – rispettivamente ottimista, intermedio e pessimista – in modo da fornire un quadro graduato degli effetti occupazionali indiretti collegati all’investimento realizzato.
L’obiettivo comune ai tre scenari prevede, da un lato, un aumento netto di 166.000 posti nido a tempo pieno, dall’altro l’estensione dell’orario di presa in carico per 345.000 bambini già accolti in asili nido e per 327.000 bambini già accolti dalle scuole dell’infanzia. Nello scenario intermedio l’investimento necessario per raggiungere questi obiettivi si paga da sé nel giro di dieci anni grazie alla creazione di circa 160.000 posti di lavoro. Una volta sostenuti i costi di investimento iniziali, cioè a partire dal sesto anno, il saldo fra costi correnti e benefici correnti diventa positivo, e, seppur modesto, tale permane per gli anni successivi.

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In termini occupazionali la manovra dovrebbe comportare un aumento di circa 70.000 posti di lavoro nel settore scolastico, circa 14.000 posti di lavoro nei settori collegati e, a seconda degli scenari, un aumento dell’occupazione dei genitori compreso fra i 54.000 e i 107.000 posti di lavoro (80.000 nello scenario medio).

Il totale dei nuovi posti di lavoro a tempo pieno si aggira attorno alle 137.000 unità nello scenario pessimistico, 164.000 nello scenario medio e circa 190.000 nello scenario ottimistico.

Negli scenari ottimistico e medio il totale dei costi supera il totale dei ricavi a partire dal sesto anno. Dal momento che i costi di investimento vengono sostenuti solo nei primi 5 anni, a partire dal sesto anno i proventi dell’intervento risultano essere più elevati dei costi di gestione in entrambi gli scenari.
Nello scenario pessimistico, invece, i costi di gestione superano i proventi anche una volta entrato a regime l’intervento e il costo della manovra risulta essere di circa 345 milioni di euro l’anno, che comunque corrisponde a circa lo 0.21 per mille del prodotto interno lordo del 2015.

Leggi lo studio completo di Francesca Bettio e Elena Gentili

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